Testo e musica, come l'intera produzione, sono a cura dell'Associazione. E' una commedia musicale tragicomica ispirata al teatro dell'assurdo in cui il supporto televisivo, sincronizzato con l'azione dal vivo, sarà la chiave di volta e l'oggetto del "colpo di scena" finale. Il pretesto che ispira il messaggio di fondo della commedia, è il rapporto tra genitori e figli vissuto con le nevrosi ed il linguaggio dei nostri giorni. Anche in questo caso si ripresenta in diversa chiave il rapporto personaggio-attore-persona. Tutte le canzoni (originali) sono eseguite dal vivo su basi musicali.
La trama
La vita scorre felice (più o meno) secondo routine in una famiglia tipo. Si, certo, esiste un conflitto generazionale, esiste un conflitto viscerale tra genitori e figli, ma tutto fa parte della quotidianità ed in qualche modo rende vivo il rapporto tra le persone. In questa prima fase molti comportamenti e situazioni vengono stereotipati per dare modo allo spettatore di prendere confidenza con i personaggi e, possibilmente, identificarsi nell'una o nell'altra azione scenica. Con le stesse apparenti finalità, sullo sfondo, viene giocato il rapporto uomo-televisione negli approcci di amore ed odio più consueti. In questo senso la trama procede a sviluppo "orizzontale", lasciando spazio paritetico ai personaggi (non esiste un protagonista) e basandosi su piccoli brogli famigliari che ispirano le gags.
Nella seconda parte dello spettacolo, il pretesto della rottura del televisore trasporta poco per volta gli attori in una dimensione diversa... e verso un interrogativo finale a sorpresa...
- la commedia è rivolta a tutti ed in buona parte è di diretta comprensione, ma sarà lasciato allo spettatore un margine di libera interpretazione (sennò che gusto c'è?)
- lo spettatore verrà coinvolto e si troverà a condividere le sorti dell'uno o dell'altro personaggio attraverso un irresistibile processo di identificazione; sarà impossibile lasciare la sala senza trovarsi a riflettere. Questo anche a causa del rapporto persona-personaggio-attore-spettatore che spesso viene esplicitato (e qui tra Pirandello, Stanislawsky e Brecht potremmo rincitrullirvi, ma non accadrà nulla di tutto questo, tranquilli!)
- l'allestimento richiede l'utilizzo di tecnologie, in spirito con gli obiettivi di Artemedia
Regia
Alessandro Ragona![]()
Interpreti Teresa (mamma)
Patrizia PAPANDREA![]()
Papà (Gino)
Duilio BRIO![]()
Euridania (nonna)
Tilli COSTA BIOLETTI![]()
Rud (Rodomolfo, figlio)
Roberto LATINO![]()
Glory (Giromolfia, figlia)
Elena DICHIARA